Halloween visto con gli occhi di Darwin: i mostri si evolvono e noi?

Halloween è finito, ma nelle aziende sopravvivono ancora clienti fantasma, vampiri delle riunioni, zombie del marketing e progetti Frankenstein. Un viaggio ironico tra le cattive abitudini professionali, visto con gli occhi di Darwin. Perché evolversi è meglio che diventare un fossile.

Charles Darwin con una tazza di caffè in un’ambientazione di Halloween, con zucche, pipistrelli e ragnatele su sfondo arancione.
Charles Darwin sorseggia un caffè in una scena ispirata ad Halloween, tra zucche, ragnatele e simboli dell’evoluzione. L’immagine accompagna un articolo ironico sui “mostri” che sopravvivono nelle aziende anche dopo Halloween: riunioni infinite, vecchie abitudini, strategie assenti e cambiamenti rimandati.

Halloween è passato, le zucche si spengono, i fantasmi tornano negli armadi, i vampiri si ritirano nelle loro bare e gli zombie, finalmente, smettono di vagare per le strade.

Almeno quelli ufficiali.

Perché, a pensarci bene, certi mostri non hanno bisogno di Halloween per manifestarsi, basta entrare in un ufficio, partecipare a una riunione o aprire la casella della posta elettronica.

E se Darwin fosse ancora tra noi, probabilmente troverebbe tutto questo estremamente interessante.

Dopo aver studiato per anni l’evoluzione delle specie, avrebbe finalmente trovato una nuova categoria da osservare: i mostri aziendali.

Creature straordinarie, capaci di sopravvivere a qualsiasi innovazione tecnologica, cambiamento di mercato e tentativo di riorganizzazione.

Alcune sembrano addirittura immortali

Il cliente fantasma: avvistato, mai più ritrovato

È una delle creature più misteriose dell’ecosistema commerciale, compare all’improvviso, spesso con una richiesta urgentissima.

«Avremmo bisogno di un preventivo entro domani. Il progetto è prioritario!» Tu ti organizzi, coinvolgi il team, studi la proposta, rispetti la scadenza.

Invii tutto, silenzio, il cliente è scomparso

Nessuna risposta, nessun segnale di vita, nemmeno un educato «Abbiamo cambiato idea».

Darwin probabilmente si chiederebbe come sia possibile che una specie tanto comunicativa durante la richiesta diventi improvvisamente invisibile durante la risposta.

Un mistero che nemmeno la selezione naturale è riuscita a spiegare.

Naturalmente, qualche volta il fantasma siamo noi, quando lasciamo un’email senza risposta per settimane, l’evoluzione, del resto, comincia anche da una buona educazione digitale.

Il vampiro delle riunioni: si nutre del nostro tempo

Non ama il sangue, preferisce le agende, si manifesta generalmente il lunedì mattina, ma può colpire in qualsiasi momento.

Il suo habitat naturale è la sala riunioni, fisica o virtuale «Facciamo un breve allineamento.» Breve 😉

Due ore dopo, abbiamo analizzato tutto, discusso molto, aperto cinque questioni nuove e preso una decisione fondamentale: «Direi di fissare un’altra riunione per approfondire.» Il vampiro è sazio, noi abbiamo perso due ore di vita.

E il progetto è ancora esattamente dove lo avevamo lasciato

Darwin avrebbe sicuramente osservato che, in un ambiente dove il tempo è una risorsa preziosa, sopravvivere dovrebbe significare imparare a utilizzarlo meglio.

Ma forse non aveva mai ricevuto un invito a una riunione di aggiornamento sull’aggiornamento precedente.

Lo zombie del marketing: pubblica, quindi esiste

Questo è particolarmente affascinante, non si ferma mai.

Pubblica post, prepara newsletter, organizza campagne, produce contenuti e, nei momenti di maggiore entusiasmo, propone persino di aprire un altro canale social.

Perché? «Dobbiamo essere presenti!» Dove? «Ovunque!»

Per ottenere cosa? Silenzio

Lo zombie del marketing non ha bisogno di obiettivi, ha bisogno di un calendario editoriale pieno.

L’importante è fare possibilmente tanto

Peccato che essere presenti non significhi necessariamente essere rilevanti

E comunicare tanto non voglia dire comunicare bene

Darwin probabilmente ci ricorderebbe che adattarsi all’ambiente significa comprenderlo, non agitarsi continuamente al suo interno.

Anche perché, se bastasse muoversi per evolversi, il tapis roulant sarebbe la più grande invenzione della storia.

Il progetto Frankenstein: il capolavoro della confusione

Ed eccoci al mio preferito, il mostro nasce sempre dalle migliori intenzioni.

Un’azienda vuole innovare, crescere, migliorare la propria presenza sul mercato.

Ottimo! Si comincia con un nuovo sito

Poi arrivano due campagne pubblicitarie, tre strumenti di intelligenza artificiale, un CRM che nessuno aggiorna, qualche automazione e una strategia cucita insieme con delle bellissime presentazioni PowerPoint.

Ogni pezzo, preso singolarmente, potrebbe anche funzionare, il problema è che nessuno ha pensato a come farli lavorare insieme.

E così, dopo mesi di attività e investimenti, qualcuno esclama:

«È vivo! È vivo!» Sì, ma non si capisce bene dove stia andando.

Frankenstein è probabilmente il mostro più moderno di tutti: nasce dalla convinzione che aggiungere tecnologia significhi automaticamente migliorare un’organizzazione, ma un’azienda non diventa più evoluta perché possiede più strumenti.

Diventa più evoluta quando impara a utilizzarli per raggiungere obiettivi chiari.

E questo, purtroppo, non si risolve installando l’ennesima applicazione.

Darwin e il vero significato dell’evoluzione

A questo punto, immagino Darwin seduto davanti a una tazza di caffè, intento a osservare queste strane creature.

Probabilmente sorriderebbe.

Perché dopo milioni di anni di evoluzione, siamo riusciti a costruire macchine intelligenti, automatizzare processi e comunicare con persone dall’altra parte del mondo.

Ma continuiamo a fare una fatica incredibile ad abbandonare certe abitudini.

Eppure il principio che ha reso celebre Darwin resta una metafora straordinaria anche per le imprese: chi riesce ad adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente ha maggiori possibilità di continuare il proprio percorso.

Questo non significa inseguire ogni nuova tecnologia, rivoluzionare tutto ogni sei mesi o cambiare strategia a ogni moda del momento.

Significa saper distinguere ciò che funziona da ciò che non funziona più.

Avere il coraggio di mettere in discussione qualche certezza.

E soprattutto comprendere che il cambiamento non è necessariamente una minaccia, a volte è proprio ciò che permette di continuare a esistere.

Perché i mercati cambiano, i clienti cambiano, le tecnologie cambiano.

E alcune aziende stanno ancora aspettando che tutto torni come prima.

Spoiler: prima non torna, nemmeno se lo mettete all’ordine del giorno della prossima riunione.

Halloween è finito e adesso?

Possiamo finalmente togliere le ragnatele dalle finestre, riporre gli scheletri negli armadi e spegnere le zucche.

Ma forse sarebbe utile approfittarne per fare un po’ di pulizia anche nelle nostre abitudini professionali.

Perché il vero terrore non dovrebbe essere cambiare.

Dovrebbe essere continuare a fare le stesse cose, aspettandosi risultati diversi.

E Darwin, che di fossili qualcosa ne sapeva, probabilmente ci metterebbe in guardia da un ultimo rischio:

diventare il fossile di un mondo che non esiste più.

☕ Buon lunedì e buon caffè!

E nella vostra azienda, quale mostro sopravvive anche dopo Halloween?